
Ed eccovi a un’altra recensione flash di Cthulhuland 3.0, questo è quello che circuitini e RFID, stritolatori del mio cervello e divoratori del mio tempo, mi permettono di scrivere:
Ho visto il terzo film di Paolo Sorrentino, “L’Amico di famiglia”. Anche questo è un noir, come il precedente “Le conseguenze dell’amore” (l’opera prima, “L’uomo in più, non l’ho visto, ma colmerò presto questa lacuna) e direi altrettanto valido. Il film tratta della storia di un viscido, odioso usuraio (Giacomo Rizzo) e del suo rapporto col paese dell’agropontino in cui vive. Il film, come faceva il precedente con Toni Servillo, trae la sua forza dalla magistrale interpretazione di Giacomo Rizzo, bravissimo: è un personaggio ributtante, moralmente ed esteticamente, che ci tiene incollati allo schermo, facendo leva sul gusto, la passione per l’orrendo, la curiosità per il mostruoso/diverso(?) che è innata in ciascuno di noi….è davvero grande un attore che tira fuori queste sensazioni. La fotografia e la regia sono pieni di virtuosismi, ma non stonano come accadeva nel film precedente: è un passo avanti. Sorrentino usa quasi esclusivamente le architetture dell’agropontino come set: i riferimenti ai quadri di De Chirico sono evidentissimi, e questa storia, incentrata sulle piccolezze e sugli orrori dell’umanità che rappresenta, assume, grazie alle architetture, caratteri metafisici e generali, allargandone i confini oltre i personaggi. Insomma ottima idea girare a Sabaudia! Bravi anche gli altri attori, Bentivoglio e Laura Chiatti, che fa la ventenne marcia dentro, Wildiana, tanto bella fuori, ma dentro orrenda quanto l’usuraio. Unica nota negativa è l’avvicendarsi frenetico delle situazioni negli ultimi 20 minuti di film: alla fine succedono un sacco di cose, velocemente, il montaggio si fa frenetico…come se il film dovesse scappar via, tutto questo ci toglie il gusto che avevamo nel seguire la vicenda, la “storia d’amore” tra l’usuraio e la ventenne…comunque il bilancio del film resta positivo. Insomma a me è piaciuto, bravo questo regista che ha il coraggio di fare film di genere (e neri pergiunta!) nella terra delle sit-com per famiglie.





je suis d’acord
in più ci metterei anche un po’ troppo pretenzioso
ma che cazzo è poi quel ragno blu
nella stanza della sartoria che c’è anche nella locandina
che per caso nello sgabuzzino c’è un passaggio dimensionale per una galleria d’arte contemporanea? e poi il finale sembra il trailer de l’amico di famiglia 2….
moah
guardiamoci il primo
…..
Eh lo so, è un un po’ un terroncello spocchioso il regista….è il suo difetto. Però dai, rispetto a certa merda che c’è in Italia, il suo lo fa! Il primo film poi l’ho visto, forse come struttura narrativa è un po’ più inconsistente, però stilisticamente fa meno il figo (anche se la storia dei due omonimi a cui succedono cose analoghe è pretenziosa di per sé)…insomma è carino anche “L’uomo in più”. Secondo me, quando l’abbozzerà di fare il giovane regista meridionale figo, Sorrentino diventerà davvero un buon regista….o scomparirà
!