PAGARE, prego

darth-vader-face.jpg

Gradualmente quelle “libertà” tecnologiche a cui sempre più persone erano abituate stanno scomparendo. Io me ne sto rendendo conto sulla mia pelle:

  • All’inizio dell’anno era ormai chiaro che Windows Vista non sarebbe stato crackato come gli altri Windows, oggi ci sono al massimo un paio di exploit che permettono di aggirare l’attivazione.
  • I videogiochi (unico motivo per cui sono costretto ad usare il sistema operativo di Microsoft) stanno diventando sempre più difficili da crackare e attuano metodi di protezione talmente invasivi, che l’acquisto di un gioco, per quanto bello, è eticamente improponibile (è il caso del recentissimo Bioshock).
  • E’ di oggi la notizia della chiusura di autopatcher. Era il metodo più sicuro ed efficiente di aggiornare Windows, soprattutto per chiunque avesse più macchine, risparmiando multipli e inutili download delle stesse patch dal sito di Microsoft. Stamani un’email dai legali di Microsoft è arrivata ad Antonis Kaladis, il ragazzo greco fondatore del team autopatcher. Autopatcher era gratis, era utile e sfruttatissimo anche dagli utenti legali di Windows: alla fine era solo una raccolta di patch da mettere su cd, patch liberamente scaricabili dal sito della Microsoft. Ma evidentemente le maglie si stanno stringendo e presto i controlli invasivi per la genuinità di Windows si estenderanno anche alle patch critiche…insomma chi non paga (e anche tanto) avrà un colabrodo di sistema. Guardatevi questa foto del pericolosissimo autopacher team greco, ora rischiano la galera per aver offerto un servizio utile a tutti!

Io penso che sia giusto che la gente venga pagata per il software che produce, ma certe multinazionali abusano delle loro posizioni di predominio sul mercato. Hanno teso una trappola e ci siamo caduti: per anni il download illegale di programmi, filmati, musica è stato alla portata di tutti…adesso la gente pur di non cambiare abitudini pagherà, pagherà con gli interessi gli anni di “presunta libertà” tecnologica.
Fortunatamente esistono alternative validissime, Ubuntu in primis, che sempre più persone abbracceranno, per ragioni economiche e di principio…tuttavia la lotta sarà dura perché il mercato è dalle parte delle major, è plasmato a loro immagine e le alternative libere sono mantenute ignote ai più. La mente della gente è oramai abituata a lavorare e divertirsi con la tecnologia in un certo modo, molti pagheranno pur di non cambiare nulla, è probabile che il trusted computing vinca perché la gente è oramai ammaestrata e non vede alternative, tutti apriranno sempre più il portafoglio: in tante industrie è così, sarà così anche per l’informatica e la tecnologia in generale. La base di ogni totalitarismo è tenere la massa nell’ignoranza.
Per quanto mi riguarda, cercherò di aprire gli occhi di più gente possibile alle “alternative”, installando software liberi su più computer che posso e consigliando hardware senza chip trusted: ma è un’inutile goccia nell’oceano. Francamente penso che stiano vincendo le multinazionali e che ci attenda una realtà gibsoniana (o alla syndicate, per chi lo ricorda): con ghetti di persone che usano “mezzi liberi” per comunicare, lavorare, giocare, ma sempre più isolati e bollati come “diversi”, discriminati anche dal punto di vista commerciale e lavorativo, dalla massa che usa la tecnologia trusted.
Ovviamente spero di sbagliarmi, che tutti inizino ad usare software e hardware liberi e che magari i vari hacker e cracker bypassino tutte le protezioni tecnologiche realizzate da questi fascisti di merda…perché se lo meritano, ci hanno ingannato!!!

“La porta rifiutò di aprirsi. Disse invece: «Cinque centesimi, prego.» [da Ubik di P.K.Dick]

Lascia una risposta