They all laughed

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Ieri abbiamo visto “They All Laughed” di Peter Bodganovich. Un’agenzia investigativa “che non dorme mai” (o perlomeno dorme poco) segue, per conto dei mariti, due bellissime donne (Dorothy Stratten e Audrey Hepburn). Tuttavia i due investigatori (John Ritter e Ben Gazzarra) si innamorano delle donne che dovrebbero pedinare e, senza troppa difficoltà, vengono ricambiati.
“They all laughed” è un film corale, una sorta di Nashville senza impegno politico (e con molta meno musica country), dove l’estetica è per lo più legata agli anni ’70 (come dimostra la musica che ascolta e l’abbigliamento di Patti Hansen, futura moglie di Keith Richards), ma la “morale”, i “pensieri” dei personaggi sono già totalmente immersi nel decennio che comincia nell’anno in cui il film è stato girato (1980). Alla fine quello che conta è solo “la ronde” delle relazioni tra gli investigatori e le investigate…e quando il suo amore non è possibile, la tristezza di Ben Gazzarra scompare in un attimo grazie al sorriso ammiccante della bella tassista.
Il film è una specie di inno alle relazioni e alle scappatelle extra-coniugali, non importa con chi: segretarie, mogli dell’alta borghesia, bionde pin-up che tradiscono contemporaneamente il marito e l’amante, cantanti country, tassiste…basta non sia la moglie o il marito! Vedendo il film si respira infatti un’aria dissoluta, che probabilmente non dipende solo dai temi trattati, ma anche da quella che era effettivamente presente durante le riprese e che sfociò nell’omicidio della bionda e formosa Dorothy Stratten da parte del marito Paul Snider, geloso della relazione intrapresa dalla moglie con il regista Bogdanovich. Per questo motivo il film uscì solo nel 1981 e l’america puritana lo bollò come un insensato e vacuo filmetto sulle relazioni fuori dal matrimonio.
A me è piaciuto un sacco: per come è girato, per le trovate divertenti (per baciarsi bisogna togliersi la gomma e anche gli occhialoni da sole!), per la musica quasi onnipresente di F. Sinatra, per aver trasportato le tematiche del girotondo ophulsiano tra i grattacieli di una splendida New York.

Voto: 9/10

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