Ieri la mia dolce metà è partita per una settimana, causa impegni lavorativi e non. Io allora ho fatto la cosa migliore che si può fare a Firenze il sabato sera: mi sono sparato un bell’horror. Ho visto quindi il secondo episodio di Hostel, film di Eli Roth, pupillo di Quentin Tarantino. Hostel 1 e 2, quando sono usciti al cinema, io li avevo snobbati, a causa di tutte le ingiuste brutte cose che avevo letto a giro. Ecco, avevo sbagliato, secondo me sono proprio piacevoli e divertenti, elenco qui una serie di validi motivi per vederli:
- finalmente gli sciocchi turisti che fanno l’inter-rail in cerca di figa hanno quello che si meritano: ovvero vengono massacrati;
- ci sono un sacco di fighe allucinanti e muoiono quasi sempre in modo spettacolare e atroce;
- c’è una visione realistica dei giovani italiani: sciocchi animali sempre pronti alle droghe e allo stupro;
- le stupide troiette americane, protagoniste del secondo film, si rivelano proprio delle stupide troiette americane;
- i più brutti e sfigati muoiono sempre in modo più atroce;
- Takashi Miike (un attimo di silenzio e rispetto quando su questo blog viene pronunciato questo nome) fa un fantastico cammeo;
- Edwige Fenech fa una breve apparizione, e qualcuna si chiede se abbia mai visto un cazzo (LOL);
- Le giovani dell’Est Europa vengono viste per quello che sono, ovvero come delle stupende troie mozzafiato pronte a tutto (prostituizione, omicidi etc.) per i soldi;
- una splendida ragazza amputa un cazzo e lo da’ in pasto ai cani;
- in generale il messaggio del film secondo me è molto sano: che cazzo vai a fare la vacanza con lo zainone in posti sperduti sperando di trombare, poi è chiaro che finisce che qualcuno ti fa a pezzi.





“..Io allora ho fatto la cosa migliore che si può fare a Firenze il sabato sera: mi sono sparato un bell’horror.”
QUOTO IN PIENO!!!!
Lapo.