
Dato che sto sempre più trascurando il blog a causa del dannato facebook, inauguro oggi la rubrica “i videogiochi che hanno segnato la mia esistenza”. Ovvero quali sono i giochi che mi hanno traviato e hanno contribuito a creare il bobbino che conoscete. Comincio subito da Syndicate. Sviluppato nel 1993 dalla mitica Bullfrog (poi diventata Lionhead e vendutasi attualmente alla Microsoft per sviluppare giochi come Fable per XBOX), il gioco, ambientato in un non lontano futuro cyberpunk, vi metteva alla guida di una spietata multinazionale il cui obiettivo neppure troppo nascosto era la conquista del mondo attraverso la violenza e la riduzione dei suoi abitanti in uno stato di narcotizzata non coscienza (questo mi ricorda qualcosa sull’Italia). Per far ciò il giocatore aveva a disposizione degli agenti in impermeabile, sì proprio come maniaci dei giardinetti! Questi non erano altro che dei disgraziati reclutati loro malgrado in mezzo alla strada attraverso il chip persuadetron (una versione evoluta di quello che ho usato per la mia tesi) e obbligati così ad obbedire ciecamente ai vostri ordini. Viste le azioni di violenza a cui sarebbero stati indirizzati i vostri agenti, questi potevano essere opportunamente modificati con protesi biomeccaniche, in modo da essere più resistenti ai colpi, poter correre più veloce grazie a gambe e cuori modificati etc.. Ovviamente i vostri agenti avevano anche sottopelle delle fiale che iniettavano adrenalina e altra roba nel loro sangue, in modo da poterle usare per uscire dalle situazioni più incasinate. Occhio però a non esagerare con le droghe, pena la riduzione del vostro agente in stato di berserk e la conseguente crivellazione indiscriminata di tutto quello che si trovava davanti. Il gioco era suddiviso in missioni (una per regione del mondo) in cui impiegare gli agenti. Ce ne erano di fantastiche: quella di uccidere la moglie del sindaco non collaborante mentre faceva shopping (fantastico seguirla con il tizio con l’impermeabile e poi crivellarla di colpi con un Uzi mentre si avvicinava ai negozi…ovviamente si poteva fare anche dal tetto col fucile da cecchino…ma volete mettere?!), quello di ridurre un numero di civili in schiavitù col persuadetron fornirli di armi e guidarli verso una sommossa contro il distretto governativo più vicino, le lotte con gli agenti modificati degli altri sindacati (che finivano sempre col coinvolgere decine di civili, che finivano sbudellati per le strada) e così via. Completava il tutto un efficiente lanciafiamme (che belli i civili che andavano a giro per le strade come torce umane e poi accasciavano in un mucchietto di cenere) e la possibilità di far saltare il vostro agente con una mini bomba atomica installata nel suo petto: perdevate l’agente ma spazzava via tutto quello che aveva intorno: poliziotti, civili, agenti nemici. Insieme a Dune 2, Syndicate è stato il gioco che ha segnato la mia estate del 1993: ricordo ancora che mentre andavo a fare l’esame delle medie l’unica immagine che avevo in testa era l’agente che tirava fuori la Minigun a canne rotanti da sotto l’impermeabile e cominciava a sparare per strada con la gente che scappava urlando…





La cosa che ricordero sempre con affetto di Syndacate oltre a tutti i bei momenti ad esso annessi, era che quando sparavi con la famosa minigun, i bersagli venivano sbalzati dalle loro posizioni e letteralmente volavano via crivellati dai proiettili finche non decidevi di smettere di sparare o eventualmente finivi i le munizioni.
La risata beffarda poi scattava automatica quando la vittima di turno (generalmente una civile bionda perche la vecchina col treppiede purtroppo fu inserita anni dopo da carmageddon) finiva contro un muro e continuavi a bucarla a tempo indeterminato fino a che l’istinto omicida terminava o/e le voci dentro la testa smettevano di sussurare le dolci parole di morte. Senza prezzo.
per chi ci volesse rigiocare:
http://www.old-cans.com/download/syndicate/en/
Non era male neanche il seguito “Syndacate Wars” ma certamente non all’altezza del primo episodio.
Semplicemente stupendo..
Ricordo che andai persino a leggere le opere di Gibson W.,
(grazie a K mitico giornale a quei tempi, superriore secondo me a TGM)
mitico “Neuromante”.
Ricordo di aver fuso un mouse dell’amiga con questo gioco!
Tutto era perfetto, l’ambientazione, le armi e la fantastica possibilità di far diventare i propri personaggi simili a dei “robocop” con arti meccanici per sostituire le parti del corpo trivellate.
Decisamente un titolo che ha fatto storia!
Lapo
Un appello, non trascurate i vostri Blog a causa del dannato facciadilibro!!!
è solo una moda e neanche tanto bella secondo me…
Ottima idea di aprire questa rubrica Roberto!! ;-P
Neanche a dirlo il gioco che più mi ha traviato ed aperto la mente durante la mia infanzia.. fantastico in tutto, troppo avanti per il 93 con delle meccaniche innovativissime. Altro gioco indelebile della mia infanzia è Flashback.