Siamo un gruppo di cittadini stanchi della politica in televisione, stanchi di delegare ad altri la responsabilità delle sorti del nostro paese. La nostra idea di società è basata sugli stessi ideali che ispirarono quei giovani partigiani che, scegliendo la via della resistenza, hanno dato vita alla nostra costituzione repubblicana. Ideali di democrazia, uguaglianza, libertà, fraternità che rischiano ogni giorno di essere spazzati via in una nazione investita dalla rivoltante egemonia della destra becera, xenofoba e classista. Fa male vedere quanto la nostra società si allontani da quegli ideali, ci sembra un enorme spreco di potenziale. Fa male anche vedere quanti errori la “sinistra” abbia commesso dimenticando il conflitto sociale per convertirsi alla religione del dio-mercato. Errori che hanno portato amare delusioni a chi, in buona fede e per anni, aveva riposto fiducia nel cambiamento. Che fine ha fatto la sinistra? E’ questa la domanda che molti si fanno. Che fine faremo se non reagiremo per riappropriarci di ciò che è nostro e che ci è stato strappato dal comitato d’affari che chiamiamo politica?
E’ per questo che presentiamo alle prossime elezioni amministrative un’alternativa reale, che nasce dalle idee di un gruppo, composto da giovani, intenzionato a governare sperimentando un metodo di partecipazione collettiva che a Tavarnelle non si è mai visto. La nostra lista è composta da persone che da sempre si spendono in prima linea nell’impegno sociale, nelle associazioni e nei movimenti, che conoscono molto bene il territorio, i suoi pregi e i suoi limiti.
Abbiamo scommesso contro i meccanismi perversi che da sempre regolano la vita politica, che usano i giovani solo per opportunità, ma che in fondo non danno mai spazio alle idee di cui si fanno portatori. Noi abbiamo ribaltato questa logica: siamo gli ideatori e i quadri dirigenti di questo nuovo progetto. Queste linee programmatiche sono il risultato di un percorso dialettico avviato all’interno del nostro gruppo e poi aperto ai cittadini di Tavarnelle: non è un programma–contratto nel quale si presentano ai cittadini scelte blindate e indiscutibili; crediamo nella politica che nasce dal dialogo e dal confronto aperto senza pregiudizi e protagonismi di sorta.
Ai cittadini di Tavarnelle non chiediamo di scegliere il nostro programma politico, come in una vetrina si sceglie il prodotto più accattivante: chiediamo loro di costruire insieme a noi il mondo nel quale vogliamo vivere.
PROGRAMMA
QUESTIONE MORALE
La gestione del Comune negli ultimi dieci anni ha patito molto la mancanza di coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni significative: esternalizzazione di servizi pubblici di primaria importanza (acqua e rifiuti su tutte), piano regolatore, grandi opere (la circonvallazione, la tanto vituperata Piazza Matteotti etc.), molte di queste scelte sono state criticate anche aspramente persino dai sostenitori della giunta. Prendere decisioni di questo genere senza consultare la popolazione e stupirsi poi del crescente distacco tra cittadino e istituzioni ci sembra un paradosso.
Non basta spendere soldi per pubblicare opuscoli informativi su scelte blindate. E’ urgente creare un rapporto di fiducia e collaborazione tra il cittadino che governa e il cittadino che delega. Non vogliamo vedere ex sindaci o ex assessori che siedono, a prescindere dalle loro capacità, nei consigli di amministrazione delle partecipate. Troppo spesso capita che siano le stesse persone a recitare più parti in commedia. Questo meccanismo è il contrario della democrazia e della partecipazione. Questo svuotamento della democrazia ha di fatto favorito fenomeni di antipolitica che si manifestano con liste civiche che, attaccando tutto e tutti, favoriscono il qualunquismo ma soprattutto non incidono minimamente sui processi reali di cambiamento. Tavarnelle è un bene comune di tutti i cittadini, non solo di chi la amministra, dobbiamo restituire il diritto di decidere, non per un giorno ogni cinque anni, ma per ogni giorno.
Pensiamo a criteri che garantiscano la trasparenza per le nomine per limitare le trattative private, sia per affidamenti di opere che di servizi. Vogliamo utilizzare al massimo le risorse interne al nostro Comune limitando le consulenze e il ricorso a dirigenze esterne, nell’eventualità in cui dovremmo farne adotteremo sempre bandi di evidenza pubblica per reperire reali esperti.
IL RUOLO DELL’INTERVENTO PUBBLICO NELLE POLITICHE SOCIALI
CONTRASTARE LA CRISI ECONOMICA
Il fallimento del modello neoliberista determina una crisi strutturale di vaste proporzioni, tanto che si prevede per il 2009 la perdita complessiva di oltre 200 milioni di posti di lavoro nel mondo. In Italia si parla circa di 2 milioni con ricadute inimmaginabili per le condizioni di vita di larga parte della popolazione. Nessuno può prevedere il futuro, ma sicuramente la crisi ci consegnerà un paese profondamente mutato. E’ tempo di collocare al centro delle scelte politiche la tutela degli interessi pubblici destinando le risorse disponibili secondo precise priorità sociali.
E’ necessario:
Bloccare ogni pratica di esternalizzazione/privatizzazione dei servizi e di avviarne una decisa ripubblicizzazione mantenendo comunque fondamentale il principio di bloccare ogni sorta di aumento delle tariffe degli stessi, lavorando nel contempo a prevedere una fascia di esenzione per le fasce più deboli.
Istituire convenzioni con gli istituti di credito per arrivare alla sospensione delle rate dei mutui per la prima casa per il periodo di cassa integrazione dei lavoratori senza oneri aggiuntivi derivanti dall’allungamento della durata del mutuo.
Avviare attente verifiche fiscali su chi accede ai servizi locali a domanda individuale per evitare che chi più evade, e quindi meno contribuisce al mantenimento di quei servizi, sia favorito nell’accesso agli stessi.
Difendere il potere d’acquisto dei redditi più bassi favorendo l’iniziativa dei gruppi di acquisto popolare e solidale per i generi di largo e generale consumo, introducendo gli stessi gruppi nel mercato settimanale e concordando con i produttori locali iniziative di vendita diretta per accorciare la filiera e valorizzare prodotti del territorio.
Creare un nuovo modello di sviluppo e di distribuzione della ricchezza che trasferisca le risorse dalla rendita finanziaria ai redditi dei lavoratori. Per fare ciò vogliamo creare attraverso le istituzioni fondi di solidarietà per i lavoratori in cassa integrazione.
Amministrare significherà, per noi, la ricerca di risposte condivise ai bisogni che si determinano sul territorio entrando in relazione con i suoi abitanti e costruendo insieme soluzioni generali non condizionate da interessi individuali o di gruppi di potere.
POLITICHE GIOVANILI
Ci siamo stufati del solito ritornello “lasciamo spazio ai giovani”. Di fatto, le decisioni amministrative legate a questa fascia di età vengono strumentalizzate per interessi di bandiera. Il nostro percorso rompe questo schema. La scelta che il nostro partito ha operato nella selezione dei candidati vuole essere una garanzia nei confronti della categoria che rischia di perdere tutte le conquiste sociali che le generazioni precedenti hanno creato attraverso la lotta per la democrazia e la libertà. Il mondo è di tutti, ma nel futuro ci saranno soprattutto quelli che oggi sono giovani, riteniamo dunque necessario renderli adesso protagonisti della vita politica e sociale. La carenza di stimoli culturali e di luoghi di aggregazione ha creato un vuoto che chiede di essere colmato. Il percorso intrapreso dalla precedente amministrazione sulla questione del nascente centro giovani in località Rovai ha guardato ai giovani in un’ottica sostanzialmente strumentale e dirigista. Il gruppo di lavoro che spontaneamente si era proposto per la cogestione della struttura è stato lasciato fuori da ogni prospettiva decisionale. Noi riteniamo che, invece, debba essere fondamentale un tipo di gestione fiduciaria e di pari dignità tra amministrazione e ragazzi come avviene, ad esempio, per il circolo Semifonte a Barberino dove il rapporto tra i due soggetti è caratterizzato da reciproca stima e collaborazione. Un progetto come questo può funzionare solo quando i destinatari lo sentono proprio, altrimenti la nuova struttura sarà l’ennesima e inutile cattedrale nel deserto.
La debolezza dei punti di riferimento sta generando una guerra tra poveri, fomenta un’ideologia violenta, razzista, consumista, arrogante ed egoista contraria ai principi costituzionali fondanti della nostra società. Dobbiamo far riscoprire ai giovani la necessità di una società solidale, aperta e inclusiva; una società antifascista.
SOGGETTI DEBOLI
Un altro effetto della crisi in corso porta ad identificare i soggetti deboli sostanzialmente come una perdita a livello economico. Vogliamo rompere questo tabù: gli anziani, le persone socialmente svantaggiate e i disabili devono essere percepiti come una risorsa per il nostro territorio attraverso progetti di inclusione partecipativa. Vogliamo inoltre privilegiare la permanenza di queste persone nelle proprie famiglie, da un lato aumentando le ore di assistenza da parte degli operatori a domicilio, dall’altro rafforzando i contributi economici alle famiglie. La nostra spesa sociale nel 2006 è risultata tra le più basse della provincia di Firenze (78,12 euro pro capite a fronte dei 105, 22 di Barberino – fonte: Regione Toscana)
I cittadini disabili hanno diritto, come tutti quanti, a vivere una vita il più possibile autonoma e non condizionata da barriere insuperabili. Ci assumiamo pertanto il compito di essere strumento politico per abbattere sistematicamente ogni ostacolo che si frappone tra questi cittadini e il loro diritto a una vita senza barriere, attraverso una piena accessibilità a tutti i luoghi del paese. Dobbiamo uscire dal ghetto della solidarietà caritatevole per approdare a un sistema che si faccia portatore anche di un cambiamento culturale.
POLITICHE DI INTEGRAZIONE
A differenza delle altre opposizioni, il Partito della Rifondazione Comunista ha lottato e vinto la battaglia per l’inclusione dei migranti all’interno dei meccanismi partecipativi del nostro paese con l’istituzione della consulta dei migranti da noi proposta e accolta dalla maggioranza. Il nostro ruolo all’interno del futuro Consiglio Comunale sarà quello di rafforzarne e qualificarne i poteri contrastando il meschino atteggiamento distruttivo e razzista della destra. Il nostro impegno sarà quello di aprire immediatamente uno sportello che possa indirizzare i migranti nella risoluzione dei problemi che ognuno si trova ad affrontare all’arrivo nel nostro paese. Ma il nostro progetto di integrazione è soprattutto culturale: vogliamo ripetere ogni anno la meravigliosa esperienza della Festa dei Popoli, abbandonata dalle istituzioni nonostante il successo e la volontà dei cittadini migranti di integrarsi a pieno titolo all’interno della nostra comunità.
Vogliamo dare voce a chi non ce l’ha, vogliamo rappresentare anche una fascia di popolazione che, pur contribuendo alla crescita economica e culturale del nostro Paese, non riesce ad uscire dal ghetto della criminalizzazione razzista in cui la destra tenta di confinarla, sfruttandola come manodopera da una parte ed indicandola come causa di tutti i mali dall’altra.
SALUTE
A differenza del governo nazionale che vuole trasformare i medici in delatori, riteniamo che la salute sia un diritto universale e che, in generale, non debbano essere previste partecipazioni dirette alla spesa da parte dei cittadini. Le Società della salute, che avevano l’obiettivo dell’integrazione sociosanitaria, non hanno raggiunto lo scopo per cui erano nate; anzi, si fa sempre più reale il rischio che le risorse finanziare ed umane siano attratte più dalle strutture ospedaliere che dai distretti sul territorio. Il ruolo che la Misericordia, C.A.L.C.I.T., Auser e le altre associazioni di assistenza svolgono sul nostro territorio è esemplare: volontari che mettono a disposizione il proprio tempo libero per aiutare gli altri. Bisogna affiancare a questa esperienza positiva un rafforzamento e una migliore efficienza delle strutture pubbliche: mettendole in sicurezza, ampliando gli orari di apertura e aumentando l’organico. Le code interminabili per accedere ai servizi sanitari pubblici non sono più sostenibili e vanno solo a gonfiare le tasche dei proprietari delle cliniche private. Ci impegneremo per il rafforzamento degli uffici Comunali deputati al sociale: dovrà essere il Comune a stabilire una strategia di intervento che semplifichi le procedure burocratiche per l’accesso ai servizi.
Attualmente le amministrazioni si fanno carico soltanto delle situazioni di estremo disagio sociale, occorre invece estendere i servizi a un più ampio bacino d’utenza: valuteremo quindi la possibilità di attivare uno sportello psicologico finalizzato alla prevenzione e alla riduzione del disagio psicosociale in cui favorire –attraverso attività individuali e di gruppo– percorsi di sostegno alla genitorialità, riduzione del rischio di tossicodipendenza e alcolismo, monitoraggio dei disturbi dell’alimentazione e depressione. E’ necessario contrastare l’abuso di droghe pesanti: un fenomeno in continua crescita anche nel nostro territorio. A questo proposito riteniamo opportuno dar vita ad una massiccia e corretta campagna informativa sugli effetti delle sostanze stupefacenti per favorire un atteggiamento responsabile in un’ottica di prevenzione e riduzione del danno.
CULTURA
Il settore culturale è uno dei primi a subire forti tagli durante un periodo di crisi. Ma non è soltanto colpa del governo nazionale: è responsabilità delle amministrazioni scegliere come destinare i finanziamenti e, purtroppo, non è una novità che la cultura ne esca penalizzata.
La conoscenza, l’arte, i concerti, le feste, il folklore, le mostre, le installazioni, gli eventi enogastronomici, i corsi, il cinema, il teatro, lo sport: tutto questo per noi è Cultura. Quella costruita, praticata, vissuta ogni giorno. Un singolo evento, per quanto importante, non può rappresentare la cultura di un paese nella sua totalità. Tavarnelle grazie alla volontà dei suoi cittadini offre un vasto tessuto associativo-culturale; è compito nostro aiutare queste realtà di aggregazione popolare, fornendo loro strumenti adeguati, anche in termini di contributi economici.
Sara indispensabile creare un tavolo permanente tra le associazioni e l’amministrazione, al fine di ottimizzare il calendario delle iniziative e la gestione degli eventi e degli spazi, oltre che creare una rete delle competenze dei vari soggetti da cui le associazioni stesse possono attingere. Riteniamo altresì indispensabile che l’amministrazione si faccia carico di fornire adeguato supporto logistico alle iniziative sia mettendo in condivisione attrezzature e mezzi (videoproiettori, tavoli,sedie, impianti, furgoni, etc.) che fornendo supporto alle iniziative tramite le maestranze comunali.
Vogliamo attivare apposite assemblee pubbliche in cui, attraverso le proposte dei cittadini, si possa arrivare ad un calendario degli eventi condiviso e non eccessivamente dispendioso.
Nell’offerta culturale che la nostra amministrazione intende garantire, un obiettivo fondamentale sarà investire sulle risorse delle frazioni come ad esempio il Palazzo Malaspina a San Donato per eventi ed esposizioni, la suggestiva cornice di Badia a Passignano, il parco della Pesa alla Sambuca per manifestazioni culturali all’aperto, etc.
La nuova biblioteca è preziosa per la nostra comunità, per questo motivo riteniamo fondamentale incrementare il personale e le ore di apertura al pubblico.
SERVIZI PUBBLICI
CONTRASTARE LE PRIVATIZZAZIONI
Il modello delle privatizzazioni affermatosi all’inizio degli anni ’90 non ha risparmiato neppure gli enti locali che spesso sono diventati terra di conquista per nuovi e più facili guadagni. I servizi, che per anni sono stati gestiti direttamente dai Comuni, sono passati ad una gestione privatistica (società per azioni) e gli stessi enti hanno perso del tutto il controllo della qualità e dei costi. Il primo obiettivo che ci poniamo è quello di evitare ogni ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici locali. Ci rendiamo conto che sia un obiettivo difficile da raggiungere: il governo nazionale ha fatto di questo tipo di politica una bandiera elettorale. A livello locale – nonostante la nostra più totale contrarietà – le amministrazioni di centrosinistra hanno, in molti casi, anticipato le scelte nazionali esternalizzando e privatizzando tutto ciò che era redditizio in favore di società per azioni ai cui vertici risiedono spesso amministratori pubblici riciclati. E’ da sfatare il luogo comune che sia sufficiente la maggioranza di proprietà pubblica per adempiere le finalità di un servizio pubblico locale, perché il profitto prevarica l’universalità della fruizione. Tutto questo ha portato a penalizzare i cittadini su tutti i fronti. Nello statuto Comunale dovrà essere introdotto un articolo che definisca i servizi pubblici locali, beni comuni privi di rilevanza economica e quindi non gestibili da società di capitali, ma da enti strumentali.
GESTIONI ASSOCIATE
La pratica delle gestioni associate ha portato ad un risparmio sui costi dei servizi erogati e a una maggiore efficienza degli stessi. Pur tenendo conto delle difficoltà di ordine organizzativo, riteniamo fondamentale continuare questa pratica e offrire una strategia di lungo periodo a questo percorso. Tavarnelle e Barberino vivono insieme, sono parte della stessa realtà e hanno le stesse problematiche fondamentali. Crediamo in un progetto che, attraverso piattaforme di confronto tra cittadini e istituzioni, possa sul lungo periodo portare alla riunificazione dei due Comuni. L’unificazione, pur con la garanzia di mantenere i servizi attualmente in essere, permetterebbe un risparmio sostanziale sui costi, ad esempio, di passaggi amministrativi fondamentali come il piano strutturale e darebbe una gestione razionale e di più ampio respiro alle scelte del nostro territorio.
RAZIONALIZZARE E VALORIZZARE LE NOSTRE RISORSE
Gli enti locali sono dei soggetti che erogano lavoro. La lotta alla precarietà e per la sicurezza deve partire proprio dal loro interno superando ogni forma di contratto a termine, verso una stabilizzazione a tempo indeterminato. Non solo, un maggior controllo deve essere applicato anche nei lavori esternalizzati.
La scelta di privatizzare fatta con la scusa del risparmio si è dimostrata essere un bluff nel giro di pochi anni. Tutto ciò è stato confermato in quelle situazioni dove è stata fatta una comparazione dei costi, dimostrando che gli esborsi per gli enti locali sono maggiori, sul lungo termine, dove il servizio è stato esternalizzato. Attraverso la comparazione dei costi lavoreremo dove sia conveniente per un ritorno alla gestione diretta (gestione in house) dei servizi appaltati .
Considerato che l’obiettivo della privatizzazione è quello della massimizzazione del profitto, i lavoratori sono spesso supersfruttati, senza diritti sindacali, con stipendi bassissimi e senza nessuna garanzia per il futuro. Sarà nostro compito verificare tutti i contratti di lavoro delle società partecipate e pretendere che i lavoratori impegnati siano messi in regola con i contratti nazionali di lavoro. Non è né politicamente né socialmente accettabile che i profitti delle società siano pagati quasi esclusivamente dai lavoratori e dagli utenti.
Gli enti locali sono anche erogatori di lavoro verso le aziende che operano sul territorio in particolare in ambito edilizio e dei lavori pubblici. Noi facciamo della lotta alla precarietà e per la sicurezza suoi luoghi di lavoro uno dei nostri principali obiettivi. E’ indispensabile nei capitolati d’appalto introdurre norme premianti in materia di sicurezza con la contemporanea creazione di una banca dati per gli appalti pubblici. E’ necessario dotare gli enti locali di personale professionalizzato per contrastare il lavoro nero e il mancato rispetto della sicurezza, il cui controllo non può restare a solo carico del personale statale che, a causa delle poche risorse, non è stato in grado di contrastare il fenomeno fino ad oggi. In parallelo occorrerà un forte impegno da parte delle amministrazioni locali anche contro l’evasione fiscale Comunale.
Proponiamo che i rapporti di servizio a livello Comunale prevedano questi requisiti di base:
Stabilizzazione del lavoro almeno per la durata dell’appalto.
Prescrizione del tipo di contratto collettivo di riferimento.
Rispetto dei carichi e degli orari.
Individuazione di requisiti per particolari tipi di servizio.
Crediamo nella centralità del lavoro dei nostri dipendenti comunali, nel valore della loro esperienza e delle loro competenze. A differenza del populismo di centrodestra che ha fatto della crociata contro il dipendente pubblico un perno della sua politica, la loro valorizzazione è un nostro obiettivo, coscienti che la gestione pubblica sia di gran lunga più efficiente e preferibile a quella privata. Pertanto dovremo impegnarci a migliorare le procedure di gestione aziendale al fine di mettere in grado i nostri dipendenti di lavorare al meglio.
TRASPORTI PUBBLICI
Una delle carenze del nostro Comune è sicuramente l’assenza di una rete efficiente di collegamento tra Tavarnelle e le sue frazioni. Riteniamo che il servizio attualmente offerto dalla Sita debba esser sottoposto a una modifica e a una razionalizzazione. E’ impensabile che, in direzione di San Donato e Sambuca siano inviati autobus sostanzialmente vuoti a fasce orarie molto penalizzanti per chi usufruisce del servizio. Chiediamo un aumento delle corse e l’utilizzo di autobus più piccoli (ad esempio i modelli a 16 posti), più adatti a soddisfare le esigenze territoriali. Sarà nostro impegno avviare quanto prima un tavolo di consultazione aperto tra Comune, cittadini e Sita per lavorare ad una nuova concezione di trasporto pubblico locale che non costringa gli abitanti delle frazioni a vivere la nostra comunità in modo isolato e periferico. Pensiamo inoltre di valutare la fattibilità di attivare un bando pubblico per un servizio notturno il sabato sera verso i principali luoghi di aggregazione ed eventi culturali del nostro territorio, al fine di favorire la libera partecipazione agli stessi di tutte e di tutti.
Per quanto concerne il trasporto scolastico crediamo sia utile un inversione di tendenza che riporti la gestione del servizio interamente pubblica.
NUOVE TECNOLOGIE
Il digital divide è il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie (internet, personal computer) e chi no. Vi è consenso tra gli esperti del settore nel riconoscere che condizioni economiche, di istruzione e, in molti paesi, l’assenza di infrastrutture tecnologiche siano i principali motivi di esclusione. Il digital divide è riconducibile a un insieme di cause:
- l’assenza di infrastrutture a banda larga;
- l’analfabetismo informatico degli utenti, riguardo il computer in genere, e le potenzialità di Internet.
Dobbiamo colmare questo divario tecnologico attraverso l’istituzione di corsi di alfabetizzazione informatica accessibili a tutti, avvalendosi di strutture comunali, quali la biblioteca. Un altro mezzo per la realizzazione di questo obiettivo sarà la creazione di una estesa rete Wi-Fi pubblica, sull’intero territorio comunale che sia in grado di garantire la copertura anche delle frazioni finora escluse dalla connessione veloce. Sarà così possibile garantire quell’uguaglianza nei mezzi e nell’opportunità di accesso alle attuali tecnologie informatiche che, oggi più che mai, sono una risorsa importante per l’arricchimento e la crescita culturale e sociale dei cittadini. Non dimentichiamo inoltre che Internet costituisce un’eccezionale via di comunicazione, rapida, efficiente e soprattutto economica e per questo è necessario renderlo accessibile alla totalità della popolazione. Ci impegneremo inoltre per l’introduzione del software libero (open-source) all’interno degli uffici pubblici, sia a livello di sistemi operativi che di applicativi, non solo per il risparmio sulle licenze e la maggiore affidabilità ma anche per la maggiore chiarezza e fiducia (di conseguenza sicurezza) che un software aperto comporta.
Avvieremo poi un processo di gestione digitale degli iter burocratici mediante l’utilizzo di firme digitali qualificate a norme CNIPA; sarà così possibile la richiesta o presentazione di qualsiasi documento tramite computer direttamente da casa, anche fuori dall’orario d’apertura degli uffici comunali.
SETTORI PRODUTTIVI
La nostra amministrazione comunale sarà sempre vicina alle istanze dei lavoratori.
Nelle medie e grandi industrie si risentono gli effetti della crisi economica e troppo spesso i primi a pagarne le conseguenze sono i lavoratori; essi trarrebbero beneficio da una forte tutela dei loro diritti anche da parte del governo locale. Saremo presenti nei tavoli di concertazione tra sindacati lavoratori e imprese, difendendo l’interesse dei lavoratori più a rischio. Questo tipo di intervento è una strategia a lungo termine per combattere la crisi e l’impoverimento del territorio. Dobbiamo infatti sostenere soprattutto quelle imprese che non entrano in conflitto col territorio e coi lavoratori, che producono ricchezza e benessere.
La piccola impresa e l’artigianato sono fondamentali per il nostro territorio, va fatto di tutto per dare loro la possibilità di crescere e rafforzarsi, sia per avere lavoro in loco per i nostri cittadini che per far conoscere i nostri prodotti e il nostro ingegno alla più ampia platea possibile.
AMBIENTE, SVILUPPO SOSTENIBILE E BUON VIVERE
L’ambiente costituisce senza dubbio un cardine del nostro programma. Intorno a
questo ruotano temi fondamentali come la qualità della vita, lo sviluppo economico e la sostenibilità. La nostra proposta di politica ambientale, incentrata sulla salvaguardia del territorio, riguarda sia il ruolo che le risorse ambientali hanno nel quotidiano, sia quello che dobbiamo garantire per le generazioni future.
ACQUA
L’Acqua è un bene primario al centro della vita e della civiltà, per questo deve tornare a essere completamente pubblica. Dovremo impegnarci affinché le ATO (gli organismi di controllo pubblico costituiti da un’assemblea dei sindaci del territorio) si riapproprino del ruolo centrale all’interno delle decisioni per una gestione diretta (in house) della risorsa acqua e tornino a decidere sul prezzo della stessa, adoperandosi per diminuire le tariffe favorendo le fasce deboli, al fine di riequilibrare i costi della risorsa tra settore civile, industriale e agricolo.
Dovranno essere direttamente le ATO a farsi carico della risorsa acqua escludendo così la componente privata nella gestione degli acquedotti. Il modello di privatizzazione ha fallito in Italia come nel mondo, come ci dimostra ad esempio la recente esperienza di Parigi. Per questo, in molte parti del globo si sta procedendo alla ripubblicizzazione dell’acqua. Ci siamo sempre spesi in prima linea perché ciò avvenga anche qui attraverso l’appoggio alla proposta di una legge di iniziativa popolare che, col sostegno di movimenti e singoli, ha portato alla raccolta di 40.000 firme nella sola Regione Toscana.
Da un punto di vista tecnico, i mutamenti climatici che portano a piogge di maggiore intensità concentrate in brevi periodi di tempo, impongono un reperimento di grosse quantità di acqua attraverso la creazione di invasi collinari. Per questo crediamo importante mappare e porre in rete i bacini già esistenti, mettendo allo studio la creazione di un piccolo bacino sulla Pesa. Riteniamo folle e sconsiderato fare affidamento per l’approvvigionamento ordinario sull’acqua della Sieve, immagazzinata nel lago di Bilancino, trattata dall’impianto dell’Anconella e pompata fino a noi. Una simile struttura può costituire solamente una fonte di approvvigionamento di emergenza per i periodi di assoluta necessità, visti i costi ambientali e economici che comporta. Crediamo sia importante anche recuperare le sorgenti e i pozzi presenti sul territorio, sia per l’immissione in rete, sia per il consumo di acqua potabile di qualità che potrebbe costituire una valida alternativa al consumo di acque in bottiglia.
Crediamo sia anche il momento, nelle nuove urbanizzazioni e in tutti i casi di rifacimento dell’impianto idrico, di provvedere alla separazione delle forniture di acqua potabile e di acqua non potabile mediante due distinte reti nell’ottica, in futuro, di poter distinguere i due tipi di consumo.
E’ inoltre indispensabile che tutti gli scarichi siano dotati di depurazione. Per questo è urgente dotare tutte le frazioni di un impianto di fitodepurazione ed è altresì necessario provvedere all’allaccio alla rete fognaria di tutte le abitazioni fuori dal tessuto urbano.
Vista l’importanza della risorsa acqua dobbiamo porre un freno al suo uso indiscriminato. Prima di autorizzare applicazioni che ne usano molta, come ad esempio le piscine, occorrerà valutare la presenza di fonti di approvigionamento privato proporzionate alla necessità e la messa in atto di tutti gli accorgimenti necessari a un consumo sostenibile della risorsa.
RIFIUTI
Nel nostro programma puntiamo all’obiettivo “rifiuti zero”, mettendo in moto una serie di iniziative atte a incrementare la percentuale di rifiuti riciclati e allo stesso tempo ridurre al minimo i rifiuti prodotti. Non è un utopia: si tratta di attuare una serie di progetti che, in Italia e all’estero sono stati sperimentati e hanno dato un buon risultato. Tra questi proponiamo: una maggiore campagna informativa sul riciclaggio dei materiali e le modalità della raccolta differenziata, un lavoro di forte sensibilizzazione nelle scuole del territorio, una raccolta porta a porta che premi con incentivi i più virtuosi nella differenziazione, l’istituzione di un centro di conferimento nel capoluogo e – in collaborazione con le associazioni del territorio – un mercatino del materiale usato e riutilizzabile, il cui ricavato potrà essere destinato a progetti di cooperazione. Questo progetto, su cui è attivo un nostro gruppo di lavoro, mira alla diminuzione dei rifiuti, alla sostenibilità, alla sobrietà e a conferire un valore sociale alle cose. Il nostro surplus può costituire l’indispensabile per gli altri e anche per i popoli del mondo che vivono nel bisogno.
ENERGIE RINNOVABILI
L’efficienza ed il risparmio energetico rappresentano le più grandi ed innovative fonti di energia utilizzabile, risparmio che non deve essere sinonimo di limitazione, ma sia invece lo studio, la ricerca e lo sviluppo di modelli di vita che portano a una razionalizzazione energetica maggiore, con la netta riduzione di uso di fonti fossili. Incrementare la produzione da fonti rinnovabili deve diventare l’occasione per uno sviluppo sostenibile delle singole comunità. Il traguardo di questa politica è realizzare strutture (abitative e non) che non siano energivore ma che di contro vadano a pareggiare il bilancio energetico. Non è impossibile, negli ultimi anni l’attenzione su queste tematiche è notevolmente aumentata, e molti settori produttivi hanno abbracciato questa filosofia nell’ottica di creare un modello più giusto e meno inquinante. Nonostante il regolamento urbanistico già preveda norme costruttive che vanno nella direzione dell’autonomia energetica, è necessaria una riqualificazione delle strutture esistenti, a partire da quelle pubbliche: a titolo di esempio, utilizzare l’illuminazione pubblica a LED comporterebbe un risparmio del 60% di energie e una minor manutenzione.
RIQUALIFICARE IL TERRITORIO
Riteniamo fondamentale il recupero di un rapporto con il territorio e l’avvio di progetti che prevedano lo sfruttamento e la riqualificazione delle aree verdi. Pensiamo che sia molto più importante puntare sulla manutenzione ordinaria e su piccoli progetti ben integrati che su altri fini a se stessi e slegati da quello che è il nostro contesto. A questo fine, crediamo indispensabile il recupero e la riqualificazione dell’area dei Chiostrini con la creazione di un piccolo parco urbano con un’area verde attrezzata a servizio del paese, dedicata agli eventi culturali e al turismo: un parco che metta a disposizione spazi e attrezzature per vivere la socialità all’area aperta. Quest’area si troverà inoltre al centro di un ambizioso progetto di collegamento ciclo-pedonale tra il capoluogo e le frazioni. Pensiamo che l’esistente pista ciclopedonale tra Barberino e Tavarnelle possa essere estesa attraverso il podere degli orti fino ai Chiostrini. Da lì proseguire per Casaglia in direzione San Donato, con un bivio all’altezza del Morrocco in direzione Sambuca che si ricongiunga a questa frazione tramite un percorso lungo la Pesa, per concludersi infine a Badia. Una fattiva collaborazione con i comuni limitrofi potrà in pochi anni creare una rete di assoluto interesse turistico. Ovviamente, al fine di non rendere l’opera eccessivamente onerosa, la rete sarà costituita da tratti urbani impiantiti e corredati di accessori quali aree giochi, pic-nic, illuminazione e tratti extraurbani bianchi in terra battuta. Con questo progetto sarà possibile recuperare anche una serie di vecchie vie vicinali o poderali, oramai in disuso se non addirittura cancellate.
L’occasione della pista ciclo-pedonale permetterà anche di offrire una valutazione sul recupero e la valorizzazione degli argini della Pesa. A questo proposito crediamo che sia fondamentale valutare l’intervento e l’operato negli anni del Consorzio di Bonifica, la sua effettiva utilità e l’eventuale possibilità di accorpamento con altri enti, nell’ottica di una reale valutazione costi-benefici.
AGRICOLTURA
L’agricoltura caratterizza l’identità storica della nostra area. Occorrono una serie di attenzioni e un modo di fare e promuovere l’attività agricola che tenga conto del territorio.
In questo l’istituzione comunale può essere di grande aiuto investendo nella formazione con progetti mirati a far comprendere l’importanza dell’operare in gruppo, promuovendo il recupero di varietà autoctone e salvaguardando la biodiversità, la qualità del prodotto, operando con i criteri dell’agricoltura biologica. Un intervento diretto deve essere rivolto ad accorciare la filiera, concedendo le licenze necessarie e gli spazi per la commercializzazione diretta dei prodotti sul territorio comunale all’interno del mercato settimanale.
Tra i vari progetti su cui stiamo lavorando c’è quello di individuare tra i territori di Tavarnelle e Barberino un sito, possibilmente già di proprietà pubblica, idoneo alla realizzazione di una fattoria sociale. Un progetto che preveda la gestione di uno o più poderi con metodi tradizionali, affidato ad una cooperativa per il lato produttivo e per l’autosufficienza economica. Una struttura che consenta anche la gestione di lavori didattici per le scuole, garantendo opportunità per il recupero di persone in difficoltà, che permetta, inoltre, lo studio e la salvaguardia della biodiversità in collaborazione con associazioni, istituti formativi di settore ed istituti universitari. Attiveremo anche un progetto di orti sociali, che permetta di assegnare piccoli orti soprattutto agli anziani per il mantenimento delle tradizioni e della cultura contadina sul nostro territorio.
URBANISTICA
Quanto andremo ora ad illustrare ha valore tanto per il capoluogo quanto per le frazioni, essendoci stata nell’ultimo periodo, una politica espansiva piuttosto omogenea sul nostro territorio.
In questi anni uno sviluppo vorticoso dell’edilizia residenziale privata, spinto da impulsi fondamentalmente speculativi, sta trasformando il nostro Comune in un quartiere dormitorio.
E’ prioritario mettere in atto una serie di misure necessarie a ripristinare un tessuto sociale vivo. Il piacere di vivere nel nostro territorio, la qualità della vita, è recuperabile solo attraverso un’attenta politica che riscopra l’attenzione per i dettagli. Riteniamo sia finita la stagione delle grandi lottizzazioni e delle grandi opere. Il nostro paese ha, infatti, bisogno di consolidare l’esistente, investendo in manutenzione e riqualificazione. Tutta l’edilizia prevista per i prossimi anni e i progetti in fase di realizzazione devono essere realizzati con stringenti parametri a basso impatto ambientale. Devono essere privilegiate soluzioni meno invasive come il recupero piuttosto che la costruzione di nuovi siti. Non possiamo pensare di bloccare quanto già in realizzazione, ma abbiamo il dovere di imporre il massimo dei criteri di sostenibilità ambientale.
Le uniche lottizzazioni ancora realmente necessarie sul nostro territorio sono quelle di edilizia pubblica. La loro domanda è in crescente aumento sebbene, da anni, gli investimenti nel settore siano modesti. Un nutrito patrimonio immobiliare pubblico ha vantaggi che esulano dal piano sociale perché va a soddisfare l’esigenza di un tetto, dando una risposta alla speculazione edilizia e al caro affitti attraverso prezzi calmierati.
Investiremo in un piano di edilizia pubblica, essenziale ma di alta qualità, per dare casa ai giovani e agli anziani: le categorie che oggi sono più in difficoltà.
E’ utile e interessante sperimentare una lottizzazione di autocostruzione, come sta avvenendo in varie parti d’Italia. L’autocostruzione è un progetto in cui i futuri proprietari realizzano materialmente le proprie abitazioni all’interno di un gruppo organizzato. Il risultato è di assoluta qualità essendo gli autocostruttori affiancati, diretti e seguiti da professionisti del settore.
Sarà inoltre necessario investire in infrastrutture pubbliche, luoghi di aggregazione sportivi e culturali come un cinema, un teatro, una sala espositiva e il palazzetto dello sport. In tutto questo, il futuro non potrà prescindere da una maggiore partecipazione della cittadinanza alla scelte di carattere urbanistico. Le decisioni fondamentali per l’avvenire di un paese non saranno più relegate agli incontri ristretti nelle stanze municipali tra amministratori tecnici e investitori.
Per quanto riguarda le aree di maggior interesse in progetto di sviluppo a breve, la già prevista urbanizzazione del “podere degli orti” dovrà essere ridotta al minimo e usata esclusivamente a servizio del paese con infrastrutture pubbliche (cinema, teatro, sale espositive), parcheggi posti in prossimità dei varchi, funzionali al centro commerciale naturale di via Roma e soprattutto tanto verde pubblico.
Per quanto concerne invece il terzo lotto della variante di via della Pace, va compreso quale sia l’obiettivo, valutandone la necessità ed eventualmente la fattibilità tecnica. Su questo tema sarà richiesto il parere della cittadinanza e sarà stabilito un contatto con l’amministrazione di Barberino, utilizzando inoltre al massimo il lavoro dei tecnici per stilare un’eventuale proposta e valutarne l’utilità o meno.
L’area industriale di Sambuca è prossima alla saturazione, perciò sarà importante favorire il recupero e la ristrutturazione dell’esistente, facendo molta attenzione a come impiegare i pochi spazi ancora disponibili in linea con quanto abbiamo già espresso nelle osservazioni sull’ultimo regolamento urbanistico.
Cioè, si sembra tutti bellissimi ma vuoti, e invece vedi che roba? ci s’ha un programma.
Con questa marchetta ti sei guadagnato il laboratorio di scienze del dr manhattan!tutto pagato dal comune, è ovvio!
Siamo un gruppo di cittadini stanchi della politica in televisione, stanchi di delegare ad altri la responsabilità delle sorti del nostro paese. La nostra idea di società è basata sugli stessi ideali che ispirarono quei giovani partigiani che, scegliendo la via della resistenza, hanno dato vita alla nostra costituzione repubblicana. Ideali di democrazia, uguaglianza, libertà, fraternità che rischiano ogni giorno di essere spazzati via in una nazione investita dalla rivoltante egemonia della destra becera, xenofoba e classista. Fa male vedere quanto la nostra società si allontani da quegli ideali, ci sembra un enorme spreco di potenziale. Fa male anche vedere quanti errori la “sinistra” abbia commesso dimenticando il conflitto sociale per convertirsi alla religione del dio-mercato. Errori che hanno portato amare delusioni a chi, in buona fede e per anni, aveva riposto fiducia nel cambiamento. Che fine ha fatto la sinistra? E’ questa la domanda che molti si fanno. Che fine faremo se non reagiremo per riappropriarci di ciò che è nostro e che ci è stato strappato dal comitato d’affari che chiamiamo politica?
E’ per questo che presentiamo alle prossime elezioni amministrative un’alternativa reale, che nasce dalle idee di un gruppo, composto da giovani, intenzionato a governare sperimentando un metodo di partecipazione collettiva che a Tavarnelle non si è mai visto. La nostra lista è composta da persone che da sempre si spendono in prima linea nell’impegno sociale, nelle associazioni e nei movimenti, che conoscono molto bene il territorio, i suoi pregi e i suoi limiti.
Abbiamo scommesso contro i meccanismi perversi che da sempre regolano la vita politica, che usano i giovani solo per opportunità, ma che in fondo non danno mai spazio alle idee di cui si fanno portatori. Noi abbiamo ribaltato questa logica: siamo gli ideatori e i quadri dirigenti di questo nuovo progetto. Queste linee programmatiche sono il risultato di un percorso dialettico avviato all’interno del nostro gruppo e poi aperto ai cittadini di Tavarnelle: non è un programma–contratto nel quale si presentano ai cittadini scelte blindate e indiscutibili; crediamo nella politica che nasce dal dialogo e dal confronto aperto senza pregiudizi e protagonismi di sorta.
Ai cittadini di Tavarnelle non chiediamo di scegliere il nostro programma politico, come in una vetrina si sceglie il prodotto più accattivante: chiediamo loro di costruire insieme a noi il mondo nel quale vogliamo vivere.
PROGRAMMA
QUESTIONE MORALE
La gestione del Comune negli ultimi dieci anni ha patito molto la mancanza di coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni significative: esternalizzazione di servizi pubblici di primaria importanza (acqua e rifiuti su tutte), piano regolatore, grandi opere (la circonvallazione, la tanto vituperata Piazza Matteotti etc.), molte di queste scelte sono state criticate anche aspramente persino dai sostenitori della giunta. Prendere decisioni di questo genere senza consultare la popolazione e stupirsi poi del crescente distacco tra cittadino e istituzioni ci sembra un paradosso.
Non basta spendere soldi per pubblicare opuscoli informativi su scelte blindate. E’ urgente creare un rapporto di fiducia e collaborazione tra il cittadino che governa e il cittadino che delega. Non vogliamo vedere ex sindaci o ex assessori che siedono, a prescindere dalle loro capacità, nei consigli di amministrazione delle partecipate. Troppo spesso capita che siano le stesse persone a recitare più parti in commedia. Questo meccanismo è il contrario della democrazia e della partecipazione. Questo svuotamento della democrazia ha di fatto favorito fenomeni di antipolitica che si manifestano con liste civiche che, attaccando tutto e tutti, favoriscono il qualunquismo ma soprattutto non incidono minimamente sui processi reali di cambiamento. Tavarnelle è un bene comune di tutti i cittadini, non solo di chi la amministra, dobbiamo restituire il diritto di decidere, non per un giorno ogni cinque anni, ma per ogni giorno.
Pensiamo a criteri che garantiscano la trasparenza per le nomine per limitare le trattative private, sia per affidamenti di opere che di servizi. Vogliamo utilizzare al massimo le risorse interne al nostro Comune limitando le consulenze e il ricorso a dirigenze esterne, nell’eventualità in cui dovremmo farne adotteremo sempre bandi di evidenza pubblica per reperire reali esperti.
IL RUOLO DELL’INTERVENTO PUBBLICO NELLE POLITICHE SOCIALI
CONTRASTARE LA CRISI ECONOMICA
Il fallimento del modello neoliberista determina una crisi strutturale di vaste proporzioni, tanto che si prevede per il 2009 la perdita complessiva di oltre 200 milioni di posti di lavoro nel mondo. In Italia si parla circa di 2 milioni con ricadute inimmaginabili per le condizioni di vita di larga parte della popolazione. Nessuno può prevedere il futuro, ma sicuramente la crisi ci consegnerà un paese profondamente mutato. E’ tempo di collocare al centro delle scelte politiche la tutela degli interessi pubblici destinando le risorse disponibili secondo precise priorità sociali.
E’ necessario:
Bloccare ogni pratica di esternalizzazione/privatizzazione dei servizi e di avviarne una decisa ripubblicizzazione mantenendo comunque fondamentale il principio di bloccare ogni sorta di aumento delle tariffe degli stessi, lavorando nel contempo a prevedere una fascia di esenzione per le fasce più deboli.
Istituire convenzioni con gli istituti di credito per arrivare alla sospensione delle rate dei mutui per la prima casa per il periodo di cassa integrazione dei lavoratori senza oneri aggiuntivi derivanti dall’allungamento della durata del mutuo.
Avviare attente verifiche fiscali su chi accede ai servizi locali a domanda individuale per evitare che chi più evade, e quindi meno contribuisce al mantenimento di quei servizi, sia favorito nell’accesso agli stessi.
Difendere il potere d’acquisto dei redditi più bassi favorendo l’iniziativa dei gruppi di acquisto popolare e solidale per i generi di largo e generale consumo, introducendo gli stessi gruppi nel mercato settimanale e concordando con i produttori locali iniziative di vendita diretta per accorciare la filiera e valorizzare prodotti del territorio.
Creare un nuovo modello di sviluppo e di distribuzione della ricchezza che trasferisca le risorse dalla rendita finanziaria ai redditi dei lavoratori. Per fare ciò vogliamo creare attraverso le istituzioni fondi di solidarietà per i lavoratori in cassa integrazione.
Amministrare significherà, per noi, la ricerca di risposte condivise ai bisogni che si determinano sul territorio entrando in relazione con i suoi abitanti e costruendo insieme soluzioni generali non condizionate da interessi individuali o di gruppi di potere.
POLITICHE GIOVANILI
Ci siamo stufati del solito ritornello “lasciamo spazio ai giovani”. Di fatto, le decisioni amministrative legate a questa fascia di età vengono strumentalizzate per interessi di bandiera. Il nostro percorso rompe questo schema. La scelta che il nostro partito ha operato nella selezione dei candidati vuole essere una garanzia nei confronti della categoria che rischia di perdere tutte le conquiste sociali che le generazioni precedenti hanno creato attraverso la lotta per la democrazia e la libertà. Il mondo è di tutti, ma nel futuro ci saranno soprattutto quelli che oggi sono giovani, riteniamo dunque necessario renderli adesso protagonisti della vita politica e sociale. La carenza di stimoli culturali e di luoghi di aggregazione ha creato un vuoto che chiede di essere colmato. Il percorso intrapreso dalla precedente amministrazione sulla questione del nascente centro giovani in località Rovai ha guardato ai giovani in un’ottica sostanzialmente strumentale e dirigista. Il gruppo di lavoro che spontaneamente si era proposto per la cogestione della struttura è stato lasciato fuori da ogni prospettiva decisionale. Noi riteniamo che, invece, debba essere fondamentale un tipo di gestione fiduciaria e di pari dignità tra amministrazione e ragazzi come avviene, ad esempio, per il circolo Semifonte a Barberino dove il rapporto tra i due soggetti è caratterizzato da reciproca stima e collaborazione. Un progetto come questo può funzionare solo quando i destinatari lo sentono proprio, altrimenti la nuova struttura sarà l’ennesima e inutile cattedrale nel deserto.
La debolezza dei punti di riferimento sta generando una guerra tra poveri, fomenta un’ideologia violenta, razzista, consumista, arrogante ed egoista contraria ai principi costituzionali fondanti della nostra società. Dobbiamo far riscoprire ai giovani la necessità di una società solidale, aperta e inclusiva; una società antifascista.
SOGGETTI DEBOLI
Un altro effetto della crisi in corso porta ad identificare i soggetti deboli sostanzialmente come una perdita a livello economico. Vogliamo rompere questo tabù: gli anziani, le persone socialmente svantaggiate e i disabili devono essere percepiti come una risorsa per il nostro territorio attraverso progetti di inclusione partecipativa. Vogliamo inoltre privilegiare la permanenza di queste persone nelle proprie famiglie, da un lato aumentando le ore di assistenza da parte degli operatori a domicilio, dall’altro rafforzando i contributi economici alle famiglie. La nostra spesa sociale nel 2006 è risultata tra le più basse della provincia di Firenze (78,12 euro pro capite a fronte dei 105, 22 di Barberino – fonte: Regione Toscana)
I cittadini disabili hanno diritto, come tutti quanti, a vivere una vita il più possibile autonoma e non condizionata da barriere insuperabili. Ci assumiamo pertanto il compito di essere strumento politico per abbattere sistematicamente ogni ostacolo che si frappone tra questi cittadini e il loro diritto a una vita senza barriere, attraverso una piena accessibilità a tutti i luoghi del paese. Dobbiamo uscire dal ghetto della solidarietà caritatevole per approdare a un sistema che si faccia portatore anche di un cambiamento culturale.
POLITICHE DI INTEGRAZIONE
A differenza delle altre opposizioni, il Partito della Rifondazione Comunista ha lottato e vinto la battaglia per l’inclusione dei migranti all’interno dei meccanismi partecipativi del nostro paese con l’istituzione della consulta dei migranti da noi proposta e accolta dalla maggioranza. Il nostro ruolo all’interno del futuro Consiglio Comunale sarà quello di rafforzarne e qualificarne i poteri contrastando il meschino atteggiamento distruttivo e razzista della destra. Il nostro impegno sarà quello di aprire immediatamente uno sportello che possa indirizzare i migranti nella risoluzione dei problemi che ognuno si trova ad affrontare all’arrivo nel nostro paese. Ma il nostro progetto di integrazione è soprattutto culturale: vogliamo ripetere ogni anno la meravigliosa esperienza della Festa dei Popoli, abbandonata dalle istituzioni nonostante il successo e la volontà dei cittadini migranti di integrarsi a pieno titolo all’interno della nostra comunità.
Vogliamo dare voce a chi non ce l’ha, vogliamo rappresentare anche una fascia di popolazione che, pur contribuendo alla crescita economica e culturale del nostro Paese, non riesce ad uscire dal ghetto della criminalizzazione razzista in cui la destra tenta di confinarla, sfruttandola come manodopera da una parte ed indicandola come causa di tutti i mali dall’altra.
SALUTE
A differenza del governo nazionale che vuole trasformare i medici in delatori, riteniamo che la salute sia un diritto universale e che, in generale, non debbano essere previste partecipazioni dirette alla spesa da parte dei cittadini. Le Società della salute, che avevano l’obiettivo dell’integrazione sociosanitaria, non hanno raggiunto lo scopo per cui erano nate; anzi, si fa sempre più reale il rischio che le risorse finanziare ed umane siano attratte più dalle strutture ospedaliere che dai distretti sul territorio. Il ruolo che la Misericordia, C.A.L.C.I.T., Auser e le altre associazioni di assistenza svolgono sul nostro territorio è esemplare: volontari che mettono a disposizione il proprio tempo libero per aiutare gli altri. Bisogna affiancare a questa esperienza positiva un rafforzamento e una migliore efficienza delle strutture pubbliche: mettendole in sicurezza, ampliando gli orari di apertura e aumentando l’organico. Le code interminabili per accedere ai servizi sanitari pubblici non sono più sostenibili e vanno solo a gonfiare le tasche dei proprietari delle cliniche private. Ci impegneremo per il rafforzamento degli uffici Comunali deputati al sociale: dovrà essere il Comune a stabilire una strategia di intervento che semplifichi le procedure burocratiche per l’accesso ai servizi.
Attualmente le amministrazioni si fanno carico soltanto delle situazioni di estremo disagio sociale, occorre invece estendere i servizi a un più ampio bacino d’utenza: valuteremo quindi la possibilità di attivare uno sportello psicologico finalizzato alla prevenzione e alla riduzione del disagio psicosociale in cui favorire –attraverso attività individuali e di gruppo– percorsi di sostegno alla genitorialità, riduzione del rischio di tossicodipendenza e alcolismo, monitoraggio dei disturbi dell’alimentazione e depressione. E’ necessario contrastare l’abuso di droghe pesanti: un fenomeno in continua crescita anche nel nostro territorio. A questo proposito riteniamo opportuno dar vita ad una massiccia e corretta campagna informativa sugli effetti delle sostanze stupefacenti per favorire un atteggiamento responsabile in un’ottica di prevenzione e riduzione del danno.
CULTURA
Il settore culturale è uno dei primi a subire forti tagli durante un periodo di crisi. Ma non è soltanto colpa del governo nazionale: è responsabilità delle amministrazioni scegliere come destinare i finanziamenti e, purtroppo, non è una novità che la cultura ne esca penalizzata.
La conoscenza, l’arte, i concerti, le feste, il folklore, le mostre, le installazioni, gli eventi enogastronomici, i corsi, il cinema, il teatro, lo sport: tutto questo per noi è Cultura. Quella costruita, praticata, vissuta ogni giorno. Un singolo evento, per quanto importante, non può rappresentare la cultura di un paese nella sua totalità. Tavarnelle grazie alla volontà dei suoi cittadini offre un vasto tessuto associativo-culturale; è compito nostro aiutare queste realtà di aggregazione popolare, fornendo loro strumenti adeguati, anche in termini di contributi economici.
Sara indispensabile creare un tavolo permanente tra le associazioni e l’amministrazione, al fine di ottimizzare il calendario delle iniziative e la gestione degli eventi e degli spazi, oltre che creare una rete delle competenze dei vari soggetti da cui le associazioni stesse possono attingere. Riteniamo altresì indispensabile che l’amministrazione si faccia carico di fornire adeguato supporto logistico alle iniziative sia mettendo in condivisione attrezzature e mezzi (videoproiettori, tavoli,sedie, impianti, furgoni, etc.) che fornendo supporto alle iniziative tramite le maestranze comunali.
Vogliamo attivare apposite assemblee pubbliche in cui, attraverso le proposte dei cittadini, si possa arrivare ad un calendario degli eventi condiviso e non eccessivamente dispendioso.
Nell’offerta culturale che la nostra amministrazione intende garantire, un obiettivo fondamentale sarà investire sulle risorse delle frazioni come ad esempio il Palazzo Malaspina a San Donato per eventi ed esposizioni, la suggestiva cornice di Badia a Passignano, il parco della Pesa alla Sambuca per manifestazioni culturali all’aperto, etc.
La nuova biblioteca è preziosa per la nostra comunità, per questo motivo riteniamo fondamentale incrementare il personale e le ore di apertura al pubblico.
SERVIZI PUBBLICI
CONTRASTARE LE PRIVATIZZAZIONI
Il modello delle privatizzazioni affermatosi all’inizio degli anni ’90 non ha risparmiato neppure gli enti locali che spesso sono diventati terra di conquista per nuovi e più facili guadagni. I servizi, che per anni sono stati gestiti direttamente dai Comuni, sono passati ad una gestione privatistica (società per azioni) e gli stessi enti hanno perso del tutto il controllo della qualità e dei costi. Il primo obiettivo che ci poniamo è quello di evitare ogni ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici locali. Ci rendiamo conto che sia un obiettivo difficile da raggiungere: il governo nazionale ha fatto di questo tipo di politica una bandiera elettorale. A livello locale – nonostante la nostra più totale contrarietà – le amministrazioni di centrosinistra hanno, in molti casi, anticipato le scelte nazionali esternalizzando e privatizzando tutto ciò che era redditizio in favore di società per azioni ai cui vertici risiedono spesso amministratori pubblici riciclati. E’ da sfatare il luogo comune che sia sufficiente la maggioranza di proprietà pubblica per adempiere le finalità di un servizio pubblico locale, perché il profitto prevarica l’universalità della fruizione. Tutto questo ha portato a penalizzare i cittadini su tutti i fronti. Nello statuto Comunale dovrà essere introdotto un articolo che definisca i servizi pubblici locali, beni comuni privi di rilevanza economica e quindi non gestibili da società di capitali, ma da enti strumentali.
GESTIONI ASSOCIATE
La pratica delle gestioni associate ha portato ad un risparmio sui costi dei servizi erogati e a una maggiore efficienza degli stessi. Pur tenendo conto delle difficoltà di ordine organizzativo, riteniamo fondamentale continuare questa pratica e offrire una strategia di lungo periodo a questo percorso. Tavarnelle e Barberino vivono insieme, sono parte della stessa realtà e hanno le stesse problematiche fondamentali. Crediamo in un progetto che, attraverso piattaforme di confronto tra cittadini e istituzioni, possa sul lungo periodo portare alla riunificazione dei due Comuni. L’unificazione, pur con la garanzia di mantenere i servizi attualmente in essere, permetterebbe un risparmio sostanziale sui costi, ad esempio, di passaggi amministrativi fondamentali come il piano strutturale e darebbe una gestione razionale e di più ampio respiro alle scelte del nostro territorio.
RAZIONALIZZARE E VALORIZZARE LE NOSTRE RISORSE
Gli enti locali sono dei soggetti che erogano lavoro. La lotta alla precarietà e per la sicurezza deve partire proprio dal loro interno superando ogni forma di contratto a termine, verso una stabilizzazione a tempo indeterminato. Non solo, un maggior controllo deve essere applicato anche nei lavori esternalizzati.
La scelta di privatizzare fatta con la scusa del risparmio si è dimostrata essere un bluff nel giro di pochi anni. Tutto ciò è stato confermato in quelle situazioni dove è stata fatta una comparazione dei costi, dimostrando che gli esborsi per gli enti locali sono maggiori, sul lungo termine, dove il servizio è stato esternalizzato. Attraverso la comparazione dei costi lavoreremo dove sia conveniente per un ritorno alla gestione diretta (gestione in house) dei servizi appaltati .
Considerato che l’obiettivo della privatizzazione è quello della massimizzazione del profitto, i lavoratori sono spesso supersfruttati, senza diritti sindacali, con stipendi bassissimi e senza nessuna garanzia per il futuro. Sarà nostro compito verificare tutti i contratti di lavoro delle società partecipate e pretendere che i lavoratori impegnati siano messi in regola con i contratti nazionali di lavoro. Non è né politicamente né socialmente accettabile che i profitti delle società siano pagati quasi esclusivamente dai lavoratori e dagli utenti.
Gli enti locali sono anche erogatori di lavoro verso le aziende che operano sul territorio in particolare in ambito edilizio e dei lavori pubblici. Noi facciamo della lotta alla precarietà e per la sicurezza suoi luoghi di lavoro uno dei nostri principali obiettivi. E’ indispensabile nei capitolati d’appalto introdurre norme premianti in materia di sicurezza con la contemporanea creazione di una banca dati per gli appalti pubblici. E’ necessario dotare gli enti locali di personale professionalizzato per contrastare il lavoro nero e il mancato rispetto della sicurezza, il cui controllo non può restare a solo carico del personale statale che, a causa delle poche risorse, non è stato in grado di contrastare il fenomeno fino ad oggi. In parallelo occorrerà un forte impegno da parte delle amministrazioni locali anche contro l’evasione fiscale Comunale.
Proponiamo che i rapporti di servizio a livello Comunale prevedano questi requisiti di base:
Stabilizzazione del lavoro almeno per la durata dell’appalto.
Prescrizione del tipo di contratto collettivo di riferimento.
Rispetto dei carichi e degli orari.
Individuazione di requisiti per particolari tipi di servizio.
Crediamo nella centralità del lavoro dei nostri dipendenti comunali, nel valore della loro esperienza e delle loro competenze. A differenza del populismo di centrodestra che ha fatto della crociata contro il dipendente pubblico un perno della sua politica, la loro valorizzazione è un nostro obiettivo, coscienti che la gestione pubblica sia di gran lunga più efficiente e preferibile a quella privata. Pertanto dovremo impegnarci a migliorare le procedure di gestione aziendale al fine di mettere in grado i nostri dipendenti di lavorare al meglio.
TRASPORTI PUBBLICI
Una delle carenze del nostro Comune è sicuramente l’assenza di una rete efficiente di collegamento tra Tavarnelle e le sue frazioni. Riteniamo che il servizio attualmente offerto dalla Sita debba esser sottoposto a una modifica e a una razionalizzazione. E’ impensabile che, in direzione di San Donato e Sambuca siano inviati autobus sostanzialmente vuoti a fasce orarie molto penalizzanti per chi usufruisce del servizio. Chiediamo un aumento delle corse e l’utilizzo di autobus più piccoli (ad esempio i modelli a 16 posti), più adatti a soddisfare le esigenze territoriali. Sarà nostro impegno avviare quanto prima un tavolo di consultazione aperto tra Comune, cittadini e Sita per lavorare ad una nuova concezione di trasporto pubblico locale che non costringa gli abitanti delle frazioni a vivere la nostra comunità in modo isolato e periferico. Pensiamo inoltre di valutare la fattibilità di attivare un bando pubblico per un servizio notturno il sabato sera verso i principali luoghi di aggregazione ed eventi culturali del nostro territorio, al fine di favorire la libera partecipazione agli stessi di tutte e di tutti.
Per quanto concerne il trasporto scolastico crediamo sia utile un inversione di tendenza che riporti la gestione del servizio interamente pubblica.
NUOVE TECNOLOGIE
Il digital divide è il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie (internet, personal computer) e chi no. Vi è consenso tra gli esperti del settore nel riconoscere che condizioni economiche, di istruzione e, in molti paesi, l’assenza di infrastrutture tecnologiche siano i principali motivi di esclusione. Il digital divide è riconducibile a un insieme di cause:
- l’assenza di infrastrutture a banda larga;
- l’analfabetismo informatico degli utenti, riguardo il computer in genere, e le potenzialità di Internet.
Dobbiamo colmare questo divario tecnologico attraverso l’istituzione di corsi di alfabetizzazione informatica accessibili a tutti, avvalendosi di strutture comunali, quali la biblioteca. Un altro mezzo per la realizzazione di questo obiettivo sarà la creazione di una estesa rete Wi-Fi pubblica, sull’intero territorio comunale che sia in grado di garantire la copertura anche delle frazioni finora escluse dalla connessione veloce. Sarà così possibile garantire quell’uguaglianza nei mezzi e nell’opportunità di accesso alle attuali tecnologie informatiche che, oggi più che mai, sono una risorsa importante per l’arricchimento e la crescita culturale e sociale dei cittadini. Non dimentichiamo inoltre che Internet costituisce un’eccezionale via di comunicazione, rapida, efficiente e soprattutto economica e per questo è necessario renderlo accessibile alla totalità della popolazione. Ci impegneremo inoltre per l’introduzione del software libero (open-source) all’interno degli uffici pubblici, sia a livello di sistemi operativi che di applicativi, non solo per il risparmio sulle licenze e la maggiore affidabilità ma anche per la maggiore chiarezza e fiducia (di conseguenza sicurezza) che un software aperto comporta.
Avvieremo poi un processo di gestione digitale degli iter burocratici mediante l’utilizzo di firme digitali qualificate a norme CNIPA; sarà così possibile la richiesta o presentazione di qualsiasi documento tramite computer direttamente da casa, anche fuori dall’orario d’apertura degli uffici comunali.
SETTORI PRODUTTIVI
La nostra amministrazione comunale sarà sempre vicina alle istanze dei lavoratori.
Nelle medie e grandi industrie si risentono gli effetti della crisi economica e troppo spesso i primi a pagarne le conseguenze sono i lavoratori; essi trarrebbero beneficio da una forte tutela dei loro diritti anche da parte del governo locale. Saremo presenti nei tavoli di concertazione tra sindacati lavoratori e imprese, difendendo l’interesse dei lavoratori più a rischio. Questo tipo di intervento è una strategia a lungo termine per combattere la crisi e l’impoverimento del territorio. Dobbiamo infatti sostenere soprattutto quelle imprese che non entrano in conflitto col territorio e coi lavoratori, che producono ricchezza e benessere.
La piccola impresa e l’artigianato sono fondamentali per il nostro territorio, va fatto di tutto per dare loro la possibilità di crescere e rafforzarsi, sia per avere lavoro in loco per i nostri cittadini che per far conoscere i nostri prodotti e il nostro ingegno alla più ampia platea possibile.
AMBIENTE, SVILUPPO SOSTENIBILE E BUON VIVERE
L’ambiente costituisce senza dubbio un cardine del nostro programma. Intorno a
questo ruotano temi fondamentali come la qualità della vita, lo sviluppo economico e la sostenibilità. La nostra proposta di politica ambientale, incentrata sulla salvaguardia del territorio, riguarda sia il ruolo che le risorse ambientali hanno nel quotidiano, sia quello che dobbiamo garantire per le generazioni future.
ACQUA
L’Acqua è un bene primario al centro della vita e della civiltà, per questo deve tornare a essere completamente pubblica. Dovremo impegnarci affinché le ATO (gli organismi di controllo pubblico costituiti da un’assemblea dei sindaci del territorio) si riapproprino del ruolo centrale all’interno delle decisioni per una gestione diretta (in house) della risorsa acqua e tornino a decidere sul prezzo della stessa, adoperandosi per diminuire le tariffe favorendo le fasce deboli, al fine di riequilibrare i costi della risorsa tra settore civile, industriale e agricolo.
Dovranno essere direttamente le ATO a farsi carico della risorsa acqua escludendo così la componente privata nella gestione degli acquedotti. Il modello di privatizzazione ha fallito in Italia come nel mondo, come ci dimostra ad esempio la recente esperienza di Parigi. Per questo, in molte parti del globo si sta procedendo alla ripubblicizzazione dell’acqua. Ci siamo sempre spesi in prima linea perché ciò avvenga anche qui attraverso l’appoggio alla proposta di una legge di iniziativa popolare che, col sostegno di movimenti e singoli, ha portato alla raccolta di 40.000 firme nella sola Regione Toscana.
Da un punto di vista tecnico, i mutamenti climatici che portano a piogge di maggiore intensità concentrate in brevi periodi di tempo, impongono un reperimento di grosse quantità di acqua attraverso la creazione di invasi collinari. Per questo crediamo importante mappare e porre in rete i bacini già esistenti, mettendo allo studio la creazione di un piccolo bacino sulla Pesa. Riteniamo folle e sconsiderato fare affidamento per l’approvvigionamento ordinario sull’acqua della Sieve, immagazzinata nel lago di Bilancino, trattata dall’impianto dell’Anconella e pompata fino a noi. Una simile struttura può costituire solamente una fonte di approvvigionamento di emergenza per i periodi di assoluta necessità, visti i costi ambientali e economici che comporta. Crediamo sia importante anche recuperare le sorgenti e i pozzi presenti sul territorio, sia per l’immissione in rete, sia per il consumo di acqua potabile di qualità che potrebbe costituire una valida alternativa al consumo di acque in bottiglia.
Crediamo sia anche il momento, nelle nuove urbanizzazioni e in tutti i casi di rifacimento dell’impianto idrico, di provvedere alla separazione delle forniture di acqua potabile e di acqua non potabile mediante due distinte reti nell’ottica, in futuro, di poter distinguere i due tipi di consumo.
E’ inoltre indispensabile che tutti gli scarichi siano dotati di depurazione. Per questo è urgente dotare tutte le frazioni di un impianto di fitodepurazione ed è altresì necessario provvedere all’allaccio alla rete fognaria di tutte le abitazioni fuori dal tessuto urbano.
Vista l’importanza della risorsa acqua dobbiamo porre un freno al suo uso indiscriminato. Prima di autorizzare applicazioni che ne usano molta, come ad esempio le piscine, occorrerà valutare la presenza di fonti di approvigionamento privato proporzionate alla necessità e la messa in atto di tutti gli accorgimenti necessari a un consumo sostenibile della risorsa.
RIFIUTI
Nel nostro programma puntiamo all’obiettivo “rifiuti zero”, mettendo in moto una serie di iniziative atte a incrementare la percentuale di rifiuti riciclati e allo stesso tempo ridurre al minimo i rifiuti prodotti. Non è un utopia: si tratta di attuare una serie di progetti che, in Italia e all’estero sono stati sperimentati e hanno dato un buon risultato. Tra questi proponiamo: una maggiore campagna informativa sul riciclaggio dei materiali e le modalità della raccolta differenziata, un lavoro di forte sensibilizzazione nelle scuole del territorio, una raccolta porta a porta che premi con incentivi i più virtuosi nella differenziazione, l’istituzione di un centro di conferimento nel capoluogo e – in collaborazione con le associazioni del territorio – un mercatino del materiale usato e riutilizzabile, il cui ricavato potrà essere destinato a progetti di cooperazione. Questo progetto, su cui è attivo un nostro gruppo di lavoro, mira alla diminuzione dei rifiuti, alla sostenibilità, alla sobrietà e a conferire un valore sociale alle cose. Il nostro surplus può costituire l’indispensabile per gli altri e anche per i popoli del mondo che vivono nel bisogno.
ENERGIE RINNOVABILI
L’efficienza ed il risparmio energetico rappresentano le più grandi ed innovative fonti di energia utilizzabile, risparmio che non deve essere sinonimo di limitazione, ma sia invece lo studio, la ricerca e lo sviluppo di modelli di vita che portano a una razionalizzazione energetica maggiore, con la netta riduzione di uso di fonti fossili. Incrementare la produzione da fonti rinnovabili deve diventare l’occasione per uno sviluppo sostenibile delle singole comunità. Il traguardo di questa politica è realizzare strutture (abitative e non) che non siano energivore ma che di contro vadano a pareggiare il bilancio energetico. Non è impossibile, negli ultimi anni l’attenzione su queste tematiche è notevolmente aumentata, e molti settori produttivi hanno abbracciato questa filosofia nell’ottica di creare un modello più giusto e meno inquinante. Nonostante il regolamento urbanistico già preveda norme costruttive che vanno nella direzione dell’autonomia energetica, è necessaria una riqualificazione delle strutture esistenti, a partire da quelle pubbliche: a titolo di esempio, utilizzare l’illuminazione pubblica a LED comporterebbe un risparmio del 60% di energie e una minor manutenzione.
RIQUALIFICARE IL TERRITORIO
Riteniamo fondamentale il recupero di un rapporto con il territorio e l’avvio di progetti che prevedano lo sfruttamento e la riqualificazione delle aree verdi. Pensiamo che sia molto più importante puntare sulla manutenzione ordinaria e su piccoli progetti ben integrati che su altri fini a se stessi e slegati da quello che è il nostro contesto. A questo fine, crediamo indispensabile il recupero e la riqualificazione dell’area dei Chiostrini con la creazione di un piccolo parco urbano con un’area verde attrezzata a servizio del paese, dedicata agli eventi culturali e al turismo: un parco che metta a disposizione spazi e attrezzature per vivere la socialità all’area aperta. Quest’area si troverà inoltre al centro di un ambizioso progetto di collegamento ciclo-pedonale tra il capoluogo e le frazioni. Pensiamo che l’esistente pista ciclopedonale tra Barberino e Tavarnelle possa essere estesa attraverso il podere degli orti fino ai Chiostrini. Da lì proseguire per Casaglia in direzione San Donato, con un bivio all’altezza del Morrocco in direzione Sambuca che si ricongiunga a questa frazione tramite un percorso lungo la Pesa, per concludersi infine a Badia. Una fattiva collaborazione con i comuni limitrofi potrà in pochi anni creare una rete di assoluto interesse turistico. Ovviamente, al fine di non rendere l’opera eccessivamente onerosa, la rete sarà costituita da tratti urbani impiantiti e corredati di accessori quali aree giochi, pic-nic, illuminazione e tratti extraurbani bianchi in terra battuta. Con questo progetto sarà possibile recuperare anche una serie di vecchie vie vicinali o poderali, oramai in disuso se non addirittura cancellate.
L’occasione della pista ciclo-pedonale permetterà anche di offrire una valutazione sul recupero e la valorizzazione degli argini della Pesa. A questo proposito crediamo che sia fondamentale valutare l’intervento e l’operato negli anni del Consorzio di Bonifica, la sua effettiva utilità e l’eventuale possibilità di accorpamento con altri enti, nell’ottica di una reale valutazione costi-benefici.
AGRICOLTURA
L’agricoltura caratterizza l’identità storica della nostra area. Occorrono una serie di attenzioni e un modo di fare e promuovere l’attività agricola che tenga conto del territorio.
In questo l’istituzione comunale può essere di grande aiuto investendo nella formazione con progetti mirati a far comprendere l’importanza dell’operare in gruppo, promuovendo il recupero di varietà autoctone e salvaguardando la biodiversità, la qualità del prodotto, operando con i criteri dell’agricoltura biologica. Un intervento diretto deve essere rivolto ad accorciare la filiera, concedendo le licenze necessarie e gli spazi per la commercializzazione diretta dei prodotti sul territorio comunale all’interno del mercato settimanale.
Tra i vari progetti su cui stiamo lavorando c’è quello di individuare tra i territori di Tavarnelle e Barberino un sito, possibilmente già di proprietà pubblica, idoneo alla realizzazione di una fattoria sociale. Un progetto che preveda la gestione di uno o più poderi con metodi tradizionali, affidato ad una cooperativa per il lato produttivo e per l’autosufficienza economica. Una struttura che consenta anche la gestione di lavori didattici per le scuole, garantendo opportunità per il recupero di persone in difficoltà, che permetta, inoltre, lo studio e la salvaguardia della biodiversità in collaborazione con associazioni, istituti formativi di settore ed istituti universitari. Attiveremo anche un progetto di orti sociali, che permetta di assegnare piccoli orti soprattutto agli anziani per il mantenimento delle tradizioni e della cultura contadina sul nostro territorio.
URBANISTICA
Quanto andremo ora ad illustrare ha valore tanto per il capoluogo quanto per le frazioni, essendoci stata nell’ultimo periodo, una politica espansiva piuttosto omogenea sul nostro territorio.
In questi anni uno sviluppo vorticoso dell’edilizia residenziale privata, spinto da impulsi fondamentalmente speculativi, sta trasformando il nostro Comune in un quartiere dormitorio.
E’ prioritario mettere in atto una serie di misure necessarie a ripristinare un tessuto sociale vivo. Il piacere di vivere nel nostro territorio, la qualità della vita, è recuperabile solo attraverso un’attenta politica che riscopra l’attenzione per i dettagli. Riteniamo sia finita la stagione delle grandi lottizzazioni e delle grandi opere. Il nostro paese ha, infatti, bisogno di consolidare l’esistente, investendo in manutenzione e riqualificazione. Tutta l’edilizia prevista per i prossimi anni e i progetti in fase di realizzazione devono essere realizzati con stringenti parametri a basso impatto ambientale. Devono essere privilegiate soluzioni meno invasive come il recupero piuttosto che la costruzione di nuovi siti. Non possiamo pensare di bloccare quanto già in realizzazione, ma abbiamo il dovere di imporre il massimo dei criteri di sostenibilità ambientale.
Le uniche lottizzazioni ancora realmente necessarie sul nostro territorio sono quelle di edilizia pubblica. La loro domanda è in crescente aumento sebbene, da anni, gli investimenti nel settore siano modesti. Un nutrito patrimonio immobiliare pubblico ha vantaggi che esulano dal piano sociale perché va a soddisfare l’esigenza di un tetto, dando una risposta alla speculazione edilizia e al caro affitti attraverso prezzi calmierati.
Investiremo in un piano di edilizia pubblica, essenziale ma di alta qualità, per dare casa ai giovani e agli anziani: le categorie che oggi sono più in difficoltà.
E’ utile e interessante sperimentare una lottizzazione di autocostruzione, come sta avvenendo in varie parti d’Italia. L’autocostruzione è un progetto in cui i futuri proprietari realizzano materialmente le proprie abitazioni all’interno di un gruppo organizzato. Il risultato è di assoluta qualità essendo gli autocostruttori affiancati, diretti e seguiti da professionisti del settore.
Sarà inoltre necessario investire in infrastrutture pubbliche, luoghi di aggregazione sportivi e culturali come un cinema, un teatro, una sala espositiva e il palazzetto dello sport. In tutto questo, il futuro non potrà prescindere da una maggiore partecipazione della cittadinanza alla scelte di carattere urbanistico. Le decisioni fondamentali per l’avvenire di un paese non saranno più relegate agli incontri ristretti nelle stanze municipali tra amministratori tecnici e investitori.
Per quanto riguarda le aree di maggior interesse in progetto di sviluppo a breve, la già prevista urbanizzazione del “podere degli orti” dovrà essere ridotta al minimo e usata esclusivamente a servizio del paese con infrastrutture pubbliche (cinema, teatro, sale espositive), parcheggi posti in prossimità dei varchi, funzionali al centro commerciale naturale di via Roma e soprattutto tanto verde pubblico.
Per quanto concerne invece il terzo lotto della variante di via della Pace, va compreso quale sia l’obiettivo, valutandone la necessità ed eventualmente la fattibilità tecnica. Su questo tema sarà richiesto il parere della cittadinanza e sarà stabilito un contatto con l’amministrazione di Barberino, utilizzando inoltre al massimo il lavoro dei tecnici per stilare un’eventuale proposta e valutarne l’utilità o meno.
L’area industriale di Sambuca è prossima alla saturazione, perciò sarà importante favorire il recupero e la ristrutturazione dell’esistente, facendo molta attenzione a come impiegare i pochi spazi ancora disponibili in linea con quanto abbiamo già espresso nelle osservazioni sull’ultimo regolamento urbanistico.
Cioè, si sembra tutti bellissimi ma vuoti, e invece vedi che roba? ci s’ha un programma.
Con questa marchetta ti sei guadagnato il laboratorio di scienze del dr manhattan!tutto pagato dal comune, è ovvio!
the underground is rising on a powertrip